Le polemiche intorno a Sanremo non mancano mai, nemmeno quando il Festival è lontano dai riflettori. Questa volta a far parlare è Adriano Aragozzini, storico manager e produttore musicale che è stato patron del Festival dal 1989 al 1993.
In un’intervista al Corriere della Sera, Aragozzini ha raccontato i suoi anni accanto ai grandi della musica italiana e ha lanciato frecciatine pungenti a Amadeus, definendolo “inesistente” e accusandolo di essersi comportato come un “Dio” durante le sue ultime edizioni alla guida della kermesse.
Secondo Aragozzini, il Festival ha perso la sua identità originale. “È il Festival della canzone italiana, non di rapper e trapper”, ha dichiarato con tono critico. Seppur riconosca il successo di questi generi tra i giovani, il produttore ritiene che la manifestazione debba preservare la tradizione:
“Va bene inserire due o tre rappresentanti di quel mondo, ma non puoi lasciare fuori artisti come Al Bano, che è straordinario.”
Parlando di Amadeus, Aragozzini non ha risparmiato parole dure: “Lo giudico inesistente”. L’accusa principale? Aver scartato due brani, secondo lui, eccezionali: uno scritto dal Premio Oscar Luis Bacalov, oggi destinato a essere interpretato da Celine Dion, e un altro del tenore Giuseppe Gambi, già lodato dallo stesso Amadeus in passato. “Forse gli sto antipatico,” ha aggiunto Aragozzini, “ma mi sembrava chiaro che si sentisse superiore a tutto e a tutti in quel periodo.”
Non è solo Amadeus a essere bersaglio delle osservazioni di Aragozzini. Nell’intervista, il produttore ha commentato con una certa acidità alcuni dei volti noti della televisione italiana. Su Stefano De Martino, che ha recentemente condotto Affari Tuoi, si è detto sorpreso: “È bravo e ha persino battuto Amadeus negli ascolti.” Su Alessandro Cattelan, invece, è stato meno entusiasta, ricordando che nessuno dei conduttori di oggi è paragonabile al “mito” di Pippo Baudo.
Riguardo a Mara Venier, il tono è decisamente più affettuoso: “Un’istituzione della TV italiana. Siamo legati da un’amicizia profonda.” Infine, non ha lesinato giudizi nemmeno su Elodie (“la più brava tra i giovani”) e Annalisa, a cui consiglia di trovare un manager migliore per gestire la sua immagine.
Adriano Aragozzini rimane fedele al suo stile: schietto, diretto e nostalgico. Non nasconde il suo amore per un passato in cui la musica italiana era dominata da grandi nomi come Domenico Modugno, definito “unico e inimitabile”. Tuttavia, le sue parole su Amadeus e il Festival di oggi sono destinate a far discutere: sarà un attacco sincero o un semplice desiderio di rimanere sotto i riflettori?
Sanremo 2025 è alle porte, e queste polemiche non fanno che alimentare l’attesa. Riuscirà la nuova direzione artistica a mettere tutti d’accordo, o il Festival rimarrà sempre terreno di scontro?
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