Advertisement

Andrea Giambruno pronto ad intraprendere una battaglia legale contro Mediaset, per violazione della privacy e diffamazione a mezzo stampa

Advertisement

Andrea Giambruno potrebbe presto intraprendere azioni legali contro Mediaset. Dopo la divulgazione di alcuni fuorionda, che avrebbero comportato per lui una separazione e la sospensione dal ruolo di conduttore del programma di approfondimento ci Rete 4 Diario del giorno, Giambruno sembra determinato ad ottenere la sua vendetta.

“Faccio causa per violazione della privacy e diffamazione a mezzo stampa. L’avvocato mi ha detto che così vinciamo sicuro. Mi hanno fatto fare una figura di m*rda mondiale” – ha dichiarato Giambruno, secondo quanto riportato da La Stampa. Questa presa di posizione segue la sua apparizione pubblica con un nuovo look: dopo aver dato un taglio al ciuffo sarebbe pronto alla sua rivincita.

Andrea Giambruno pronto a querelare Mediaset

Andrea Giambruno nonostante le voci sulla sua presunta presa di posizione contro Mediaset per ripulire la sua immagine, dopo l’onta mediatica scatenata dai fuorionda trasmessi da Striscia la Notizia, non ha pubblicamente né smentito né confermato la notizia limitandosi ad affermare: “Non ho niente da dire, nulla da aggiungere”.

Interpellato da La Repubblica, il giornalista ha scelto di non commentare ulteriormente sulla potenziale causa contro Mediaset, con focus sulla violazione della privacy e diffamazione a mezzo stampa. Tuttavia, secondo il portale DavideMaggio.it, il suo caso potrebbe fare appello ad una sentenza della Corte di Cassazione di qualche anno fa, considerata un precedente favorevole nel suo caso. Il suo legale sostiene che i video resi noti dal tg satirico di Antonio Ricci, essendo colloqui privati tra colleghi intercettati sul luogo di lavoro, non avrebbero dovuto essere divulgati in televisione.

Andrea Giambruno

Leggi anche: Andrea Giambruno, come non visto prima: nuova vita da single dopo la separazione con la Meloni

A suo vantaggio c’è una sentenza della Corte di Cassazione del 2011 che rappresenterebbe un precedente favorevole. È una delle armi che avrebbe in mano il suo avvocato, convinto che i fuorionda rientrino tra colloqui privati, tra colleghi, intercettati sul luogo di lavoro, e che quindi non potevano essere divulgati” – questo quanto riferito da Davide Maggio.

Leggi anche: Simona Izzo senza pietà su Antonello Venditti: ”Non abbiamo più rapporti, lui forse ha rancore”

CONDIVIDI ☞