Il ritorno di Domenica In ha avuto un inizio infuocato. La prima puntata del programma, trasmessa il 21 settembre e guidata da Mara Venier, ha subito scatenato un’ondata di polemiche politiche per via del collegamento con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. L’intervento della premier, inserito nella sezione dedicata al “Pranzo della domenica – Italiani a tavola”, ha attirato dure critiche da parte delle opposizioni, in particolare da Partito Democratico e Movimento 5 Stelle, che hanno accusato la Rai di essere al servizio della propaganda governativa, definendo la trasmissione una sorta di “TeleMeloni”.
Durante la trasmissione, Mara Venier ha rivolto una domanda dal tono personale a Giorgia Meloni, chiedendole di condividere un ricordo legato al pranzo domenicale. La premier ha raccontato della sua infanzia e dei momenti trascorsi con i nonni materni, evocando con nostalgia i dolci tipici come le pastarelle e il diplomatico, simboli di una tradizione familiare che le è rimasta nel cuore.
Un momento semplice e familiare che, però, non ha mancato di sollevare polemiche. Elly Schlein, segretaria del PD, ha contestato la scelta, sottolineando come la premier eviti di presentarsi in Parlamento per affrontare temi scottanti come la questione palestinese o le sanzioni a Israele, ma trovi spazio nei programmi della domenica per “raccontare i suoi dessert preferiti”.
Di fronte all’escalation di critiche, la Rai ha rilasciato una nota chiarificatrice. Nel comunicato, l’emittente pubblica ha ribadito il proprio ruolo nel sostenere eventi e iniziative di rilevanza nazionale e internazionale. La puntata in questione, si legge, ha dato spazio all’iniziativa “Il pranzo della domenica – Italiani a tavola”, promossa congiuntamente dai Ministeri dell’Agricoltura, della Cultura e dall’Anci, a sostegno della candidatura della cucina italiana come patrimonio culturale immateriale dell’UNESCO.
La Rai ha sottolineato come valorizzare il rito del pranzo domenicale significhi celebrare una tradizione che lega generazioni, tramanda saperi gastronomici e rafforza il tessuto sociale. L’iniziativa ha coinvolto dieci città capofila di diverse aree politiche, da destra a sinistra, con eventi diffusi in numerosi comuni italiani, rappresentando quindi un momento di unità e condivisione trasversale.
Il collegamento con Roma ha visto la partecipazione sia di Giorgia Meloni sia del sindaco della Capitale, Roberto Gualtieri, evidenziando, secondo la Rai, lo spirito inclusivo e partecipativo dell’evento. La simbolica “staffetta” tra la premier e il primo cittadino ha voluto rafforzare l’idea di un’Italia unita nel celebrare le proprie radici culturali. La presenza di volti noti della televisione, attori e personaggi pubblici ha reso l’occasione una grande festa popolare.
Nel concludere, l’azienda di Viale Mazzini ha ribadito con fermezza che quanto accaduto rappresenta una pagina autentica di servizio pubblico, in linea con la missione di raccontare e promuovere la cultura, le tradizioni e l’identità italiana nel mondo. Un chiarimento che punta a spegnere la polemica e a riportare l’attenzione sul significato profondo dell’iniziativa.
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