C’è un nome che nelle ultime ore sta facendo discutere il panorama politico italiano: Luigi Li Gotti. Avvocato di lungo corso, ex uomo della destra e oggi vicino al Partito Democratico, ha recentemente presentato una denuncia contro Giorgia Meloni e alcuni membri chiave del governo.
Intervistato da Giorgio Lauro e Geppi Cucciari a Un Giorno da Pecora su Rai Radio1, ha raccontato il suo percorso politico, dal Movimento Sociale Italiano al PD, e ha spiegato le motivazioni dietro la sua azione legale contro la premier e i suoi ministri.
“Attualmente mi sento di sinistra, non voto a destra dalle politiche del 1994”, ha dichiarato senza esitazione.
Un’affermazione che ha sorpreso molti, considerando che in gioventù Li Gotti militava nel Movimento Sociale Italiano. La sua rottura con la destra è avvenuta negli anni ‘90, quando ha abbandonato Alleanza Nazionale per avvicinarsi prima a Italia dei Valori, il partito fondato da Antonio Di Pietro, e oggi al Partito Democratico.
Alle ultime elezioni politiche ed europee, infatti, ha votato per il PD. E sul confronto tra Giorgia Meloni ed Elly Schlein, pur riconoscendo le doti comunicative della premier, ha ironizzato:
“Meloni è una buona comunicatrice, sa parlare in modo molto sciolto. La Schlein ogni tanto si impapocchia.”
Luigi Li Gotti è tornato sotto i riflettori per aver presentato un esposto alla Procura di Roma contro Giorgia Meloni, il ministro della Giustizia Carlo Nordio, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e il sottosegretario Alfredo Mantovano.
Anche se non ha fornito troppi dettagli sul contenuto della denuncia, il gesto ha acceso il dibattito, con molti che si chiedono se l’azione legale possa avere reali conseguenze o se sia solo un attacco politico.
Li Gotti, 78 anni, è originario di Mesoraca, in provincia di Crotone, ma da quasi 50 anni vive a Roma. Nella sua carriera da penalista ha avuto tra i suoi assistiti esponenti di spicco di Cosa Nostra, tra cui i collaboratori di giustizia Tommaso Buscetta, Giovanni Brusca e Francesco Marino Mannoia.
Ma il suo nome è legato anche a processi di grande rilevanza storica, come:
•La strage di Piazza Fontana, dove ha rappresentato la parte civile.
•L’omicidio di Aldo Moro, assistendo i familiari del commissario Luigi Calabresi.
Parallelamente, ha avuto un ruolo attivo anche nella politica:
•1998 → Lascia Alleanza Nazionale.
•2002 → Diventa responsabile del dipartimento Giustizia dell’Italia dei Valori.
•2006-2008 → Sottosegretario alla Giustizia nel secondo governo Prodi.
•2008-2013 → Senatore con Italia dei Valori.
Dopo l’uscita dalla politica attiva, oggi si sente più vicino al PD, come ha ammesso apertamente.
Durante l’intervista, a Li Gotti è stato chiesto anche un parere sulla scelta di Giorgia Meloni di farsi difendere dall’avvocato Giulia Bongiorno. La sua risposta è stata chiara:
“Penso di sì, è un bravissimo avvocato. Mi è dispiaciuto che non sia stato nominato un mio carissimo amico, Giuseppe Valentino, c’era posto anche per un secondo avvocato.”
Un’osservazione che sembra suggerire che la difesa della premier avrebbe potuto essere gestita da più legali, magari con una strategia più ampia.
La denuncia contro il governo apre un nuovo fronte politico e giudiziario. Non è chiaro se avrà conseguenze concrete, ma di certo ha già acceso il dibattito pubblico.
Quello che è certo è che Luigi Li Gotti non ha intenzione di rimanere in silenzio. Dopo una carriera tra tribunali e politica, continua a far parlare di sé, stavolta come un uomo che, dopo anni a destra, oggi si sente di sinistra.
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