A meno di trenta giorni dall’appuntamento elettorale in Campania, le dinamiche interne ai due principali poli politici si fanno sempre più turbolente. L’ultima voce trapelata, tra conferme e smentite, riguarda un possibile terremoto politico: il cosiddetto “patto del Sannio” sarebbe sul punto di diventare realtà. Quella che fino a poco tempo fa era una semplice speculazione, oggi si presenta come una possibilità concreta.
Una figura centrale del panorama centrista regionale starebbe valutando di rompere con l’area progressista. I continui attriti tra il governatore uscente Vincenzo De Luca e Roberto Fico, indicato come suo successore, avrebbero alimentato un malcontento ormai difficile da ignorare. Questa possibile svolta ricorda quanto accadde dieci anni fa, quando Ciriaco De Mita decise di appoggiare De Luca, segnando un cambio di equilibri memorabile noto come “accordo di Marano”.
La novità porta il nome di Clemente Mastella. Mai alieno a decisioni inattese, il sindaco di Benevento potrebbe presto abbandonare l’alleanza con Schlein e Conte per avvicinarsi alle fila del centrodestra. I manifesti per la candidatura del figlio Pellegrino, privi di ogni riferimento a Fico o all’attuale coalizione progressista, lasciano intendere una distanza sempre più marcata. Mastella, del resto, non ha mai nascosto le sue riserve ideologiche verso una sinistra in cui si riconosce sempre meno. In una recente intervista ha parlato apertamente di un clima interno “litigioso e inconcludente”, che ormai non lo convince più.
Nel fronte opposto, l’eventuale ingresso di Mastella viene visto con entusiasmo. Giampiero Zinzi, coordinatore regionale della Lega, ha invitato a lasciarsi il passato alle spalle: “Accogliamolo senza rancori”. Ancor più esplicito il deputato Gianluca Cantalamessa, secondo cui “chiunque si senta a disagio con la leadership di Fico, vuota e inefficace, è il benvenuto tra noi”. Anche per lui, un’adesione di Mastella e dei moderati delusi potrebbe segnare una svolta cruciale per il futuro della regione.
A rendere il quadro ancor più incerto sono gli ultimi rilevamenti. La distanza tra Edmondo Cirielli e Roberto Fico si è assottigliata fino a soli tre punti percentuali, col primo in crescita costante. Il centrosinistra, che appariva inattaccabile fino a poche settimane fa, ora rischia il sorpasso. In questa corsa all’ultimo voto, anche piccoli movimenti – come quelli dell’area di Alternativa Popolare – potrebbero spostare gli equilibri. Il gruppo, in cerca di volti noti e personaggi influenti come Maria Rosaria Boccia o il virale “Giggiolone” della pescheria, potrebbe risultare decisivo.
Una vittoria della destra a Palazzo Santa Lucia avrebbe un peso simbolico rilevante, forse persino superiore a quello ottenuto nelle Marche o in Calabria. Metterebbe fine al lungo regno di De Luca, ormai sempre più solo e alle prese con un candidato imposto dall’alto che fatica a decollare. Tra i suoi sostenitori serpeggia il dubbio: e se il governatore, stanco dei giochi romani, stesse volutamente lasciando campo libero agli avversari?
Mentre l’ombra del “patto del Sannio” si fa più concreta, tra sospetti e manovre dietro le quinte, il destino della regione è appeso a una manciata di voti. Tutto può ancora accadere, in un clima dove le alleanze si sciolgono e si ricompongono nel giro di poche ore. L’unica certezza, al momento, è che questa tornata elettorale si preannuncia come una delle più imprevedibili degli ultimi anni.
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