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Morte Manuel Proietti, il titolare dell’autonoleggio che ha affittato il Suv a Matteo Di Pietro si difende: “Abbiamo effettuato i controlli”

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Le indagini sulla morte del piccolo Manuel Proietti proseguono, e si cerca di fare chiarezza sulla posizione di Matteo Di Pietro, lo youtuber dei TheBordeline al volante del Suv Lamborghini responsabile dello schianto fatale per il piccolo di soli 5 anni. Non pochi sospetti aleggiano attorno al fatto che il 20enne abbia potuto affittare il bolide della casa automobilistica bolognese per portare avanti una challenge che ha strappato alla fine la vita ad un bambino. Si è cercato di appurare se il giovane si potesse mettersi alla guida di un’automobile di grossa cilindrata, e così si sono fatte le indagini del caso che hanno riguardato il titolare dell’autonoleggio Skylimit rent, che ha noleggiato il Suv al gruppo dei TheBordeline.

La morte del piccolo Manuel Proietti ha sconvolto tutta Casal Palocco, indignando profondamente l’intera opinione pubblica che continua a condannare l’uso malsano ed ossessivo dei social. Gli investigatori oltre a visionare attentamente il video fatto con il cellulare da Matteo Di Pietro, che ha ripreso i momenti precedenti al nefasto incidente si sono mossi per capire come la webstar abbia affittato l’automobile.

Morte Manuel Proietti, Matteo Di Pietro poteva guidare la Lamborghini? La risposta del titolare dell’autonoleggio

Chiamato a rispondere alle domande degli investigatori, il titolare dell’autonoleggio Skylimit Rent ha ammesso di aver dato in noleggio il bolide al ventenne, inoltre ha motivato questa concessione condividendo un post su Facebook nel quale si legge: “Il nostro codice della strada (nello specifico l’art. 117) permette a chi ha la patente da più di un anno di guidare qualsiasi tipo di auto senza alcuna restrizione”.

Lamborghini Matteo Di Pietro

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Gabriele Morabito, titolare dell’agenzia, ha voluto sottolineare di aver rispettato le norme in vigore consegnando il bolide in affitto a Matteo Di Pietro come ha precisato: “E noi abbiamo effettuato i controlli per garantire il rispetto di tale condizione anche in questa occasione”. Ma la situazione del giovane indagato per omicidio stradale si è complicata è infatti risultato positivo alla cannabis, e ciò avrebbe potuto influenzare la guida causando il terribile schianto con la Smart con a bordo il bambino, la mamma e la sorellina.

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