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“Massimo Adriatici ha preso la mira e sparato”: il racconto di un testimone e la convalida degli arresti domiciliari in una località segreta

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Le indagini sull’omicidio di Voghera hanno aggiunto un nuovo tassello all’inchiesta: la testimonianza di un cittadino marocchino che avrebbe assistito alla tragica morte di Youns El Boussettaoui causata da un colpo di pistola esploso dall’arma dell’assessore Adriatici.

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Queste le parole del testimone che avrebbe assistito alla colluttazione tra Youns El Boussettaoui e l’assessore Massimo Adriatici: “Ho visto un signore italiano che stava parlando al telefono, Youns lo ha spinto e l’italiano è caduto in terra sulla schiena. A quel punto, mentre era sdraiato, ha estratto la pistola dal fianco e gli ha sparato un colpo a sangue freddo. Dopo essere stato colpito, Youns è corso via con la mano sulla pancia e poi è caduto a terra”. Il testimone, che quel giorno si trovava a 6-7 metri dalla scena, è stato identificato dai legali della famiglia della vittima ed avrebbe formalizzato il suo racconto, assistito da un interprete, le sue dichiarazioni sono state così depositate in procura.

Ucciso in piazza Voghera testimone

Omicidio di Voghera: l’ordinanza del gip dopo il racconto del testimone

Nell’ambito dell’omicidio di Voghera, il gip di Pavia ha convalidato l’arresto dell’assessore leghista, accusato di eccesso colposo di legittima difesa, una decisione motivata adducendo la pericolosità dell’indagato, vista la sua propensione a “porre in essere reazioni sovradimensionate nel caso in cui si trovi in situazione di criticità […]”.

Adriatici si trova agli arresti domiciliari in una località segreta: l’assessore alla Sicurezza, da quanto riferito da diverse fonti, non si troverebbe quindi presso la sua abitazione ma in un luogo segreto, per tutelare la sua incolumità dopo che sui social sono apparse le immagini della sua casa. I legali di Adriatici avrebbero richiesto il trasferimento del loro assistito in quanto seriamente preoccupati dal clima di odio e tensione nella cittadina.

Le parole del  primo cittadino di Voghera

Il primo cittadino di Voghera, Paola Garlaschelli in un post sul suo profilo Facebook parlando dell’omicidio di Voghera ha accusato i media di aver strumentalizzato la vicenda, confermando di essere rimasta profondamente ferita dall’accaduto. Il sindaco ha poi ribadito che pretende che la vicenda venga descritta in modo fedele, trovando conferma nella realtà dei fatti.

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Paola Garlaschelli ha fatto una difesa accorata di Voghera descrivendola come una cittadina moderata ed accogliente, dove le associazioni di volontariato ed i servizi sociali son un “pilastro”, e che si è ritrovata ad affrontare recentemente una tragedia che ha subito “la strumentalizzazione mediatica dei fatti”. Il primo cittadino ha dichiarato poi a proposito dell’assessore Adriatici: “È una persona stimata e rispettata […] Non è compito nostro giudicarne le colpe o le responsabilità”.

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