Adriano Panatta non ha dubbi: Jannik Sinner è un talento straordinario, al punto da meritare quasi la “beatificazione”. Durante un intervento a Tv Talk su RaiTre, l’ex campione di tennis ha espresso parole di grande ammirazione per il numero uno italiano, sottolineando la sua continuità di rendimento impressionante e il suo atteggiamento impeccabile dentro e fuori dal campo.
“Io e Sinner diversi come carattere? Intanto lui è più bravo di me. Come giocatore sicuramente. Ha una continuità di rendimento pazzesca che non ricordo negli ultimi anni. In campo ha un comportamento perfetto: non impreca mai, non fa mai un gesto di stizza, esce dal campo e fa dichiarazioni sempre giuste. Sì, forse un po’ ripetitive, però sempre giuste. Credo che siamo vicini alla beatificazione, beato subito. La santificazione è più complessa, però alla beatificazione ci possiamo arrivare”.
Panatta ha poi parlato della differenza tra il tennis dei suoi tempi e quello attuale, soprattutto per quanto riguarda l’impatto dei social media. Mentre Sinner ha recentemente aperto un canale YouTube, Panatta ammette di essere piuttosto intimorito da questa dimensione digitale:
“Ai miei tempi c’erano solo due canali, RaiUno e RaiDue, e tutto era in bianco e nero. Se giocavi in Australia non sapevi cosa stava succedendo in Italia. I social? Mi fanno un po’ paura. Se avessi 17 milioni di follower significherebbe che uno su tre sarebbe un mio follower, sarei un po’ spaventato da questa cosa”.
Infine, Panatta ha parlato anche di Nicola Pietrangeli, storico campione del tennis italiano che spesso lancia commenti ambivalenti su Sinner, alternando complimenti a qualche “bordata”.
“Nicola è Nicola, mica puoi cambiarlo. Ci ho parlato mezz’ora fa, si è sbagliato a telefonarmi. Gli ho detto ‘Nicola, che è successo’. È più forte di lui, è rimasto al tennis di una volta, ci tiene tantissimo. Al contrario di me, che mi dà quasi fastidio parlare di quando giocavo, lui è ancora molto legato a quel mondo. Gli dico sempre: ‘Nicola, basta, ma perché ti metti a fare queste cose?’. E lui mi risponde: ‘La gente non mi capisce’. Io gli dico: ‘No, ti capisce’”.
Un aneddoto che conferma il carattere schietto e ironico di Panatta, ma che evidenzia anche quanto il tennis italiano sia ancora legato ai suoi miti del passato, pur riconoscendo in Sinner un fenomeno assoluto del presente e del futuro.
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