x

Advertisement

Il professor Zangrillo: “Dal punto di vista clinico il Coronavirus non esiste più”

Advertisement

Il primario del San Raffaele, il professor Zangrillo, intervistato a Mezz’ora in più, ha lanciato un duro attacco contro il clima di terrore creato dai numeri del Coronavirus. A tal proposito ha precisato:

“Sono tre mesi che tutti ci sciorinano una serie di numeri che hanno evidenza zero”.

Il professore ha spiegato che da circa un mese in Italia gli epidemiologi rilasciano dichiarazioni che fanno presagire a breve una nuova ondata di contagi.

Ma per lui in realtà il virus dal punto di vista clinico non esiste più. Queste le parole del professor Zangrillo a tal proposito:

“Lo dico consapevole del dramma che hanno vissuto i pazienti che non ce l’hanno fatta, non si può continuare a portare l’attenzione in modo ridicolo

come sta facendo la Grecia sulla base di un terreno di ridicolaggine, che è quello che abbiamo impostato a livello di comitato scientifico nazionale e non solo, dando la parola non ai clinici e non ai virologi veri.

Il virus dal punto di vista clinico non esiste più. Ci metto la firma”.

 

Il professor Zangrillo contro i dati sul Coronavirus

Il professor Zangrillo contro i dati sul Coronavirus che terrorizzano il Paese

Coì il primario del San Raffaele tratteggia per il nostro Paese una situazione meno allarmante rispetto ai numeri che si sono diffusi negli ultimi tre mesi.

Nel corso dell’intervista rilasciata a Mezz’ora in più, il luminare italiano ha sostenuto che c’è un solo numero che vale ed è l’evidenza.

Nel corso delle sue esternazioni ha citato il professor Vespignani di Boston. Che da un mese a questa parte sta condizionando le scelte del governo.

Infatti sta invitando le autorità a costruire 151mila posti di terapia intensiva prevedendo un aumento dei contagi. Ma secondo il professor Zangrillo questo è un atteggiamento sbagliato:

“Non va bene, è una frenesia, perché terrorizzare il Paese è qualcosa di cui qualcuno si deve assumere le responsabilità perché i nostri pronto soccorso e i nostri reparti di terapia intensiva sono vuoti e perché la Mers e la Sars, le due precedenti epidemie, sono scomparse per sempre e quindi è auspicabile che capiti anche per la terza epidemia da Coronavirus”. 

Leggi anche:

CONDIVIDI ☞