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“Necessaria la terza dose di vaccino per soggetti fragili, pazienti oncologici e anziani immunodepressi”: Sileri ipotizza un richiamo in autunno

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La variante Delta ha portato il mondo scientifico a dibattere sulla opportunità della terza dose di vaccino.

In Italia si comincia a fare largo l’ipotesi di una terza dose di vaccino da quando, nelle ultime settimane, l’indice Rt ha cominciato a risalire in maniera preoccupante. Ieri è stato il sottosegretario al Ministero della Salute Pierpaolo Sileri ad intervenire sul tema che sta agitando il mondo medico.

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Terza dose di vaccino per i soggetti fragili

Ha detto Sileri : “Sarà necessaria terza dose di vaccino per i soggetti molto fragili, pazienti oncologici e anziani immunodepressi”. Rispondendo in maniera indiretta ad un altro luminare del mondo accademico e scientifico, il Professor Massimo Galli, che qualche ora prima aveva dichiarato che non esiste “uno straccio di prova scientifica sull’opportunità di una terza dose “.

Galli ha anche aggiunto : “Sento molti spaventati dall’eventualità della verifica degli anticorpi perché capisco che preoccupi dal punto di vista organizzativo, ma io di mestiere faccio il medico e non l’agente di sanità pubblica. Perché Angela Merkel e Mario Draghi si sono sottoposti al test degli anticorpi e il signor Rossi non ne avrebbe diritto?”

Il Primario di Malattie Infettive del Sacco di Milano ha dunque detto la sua in maniera polemica proprio sul tema della terza dose del vaccino anti Covid, ponendo alla comunità scientifica domande anche imbarazzanti. Guardando a quello che sta avvenendo in altri Paesi sembra che la strada di una terza dose sia quella più accreditata.

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E la posizione degli altri Stati?

Israele, primo paese ad aver raggiunto oltre il 90% della popolazione vaccinata nello scorso mese di maggio, è partito in questa direzione. E dagli Stati Uniti giungono conferme che la strada da imboccare sia proprio questa. Il Ceo di Pfizer, Albert Bourla ha detto in queste ore che vede come orizzonte possibile un richiamo del vaccino ogni 12 mesi.

Che tiri l’acqua al suo mulino, come ha chiosato il Professor Galli è anche comprensibile, ma se gli anticorpi rimangono alti a cosa serve?

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