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Il dramma di Suzanna Newell: “Sono stata danneggiata dal vaccino. Dopo la seconda dose del Pfizer non cammino più”, la testimonianza dell’ex atleta

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La vita di Suzanna Newell, ex atleta di triathlon, è cambiata profondamente dopo essersi sottoposta alla seconda dose del vaccino Pfizer, da allora è rimasta disabile e non riesce più a camminare. Da quel momento la sua testimonianza ha avuto modo di riecheggiare in diversi contesti, tra cui la manifestazione Real Not Rare che si è svolta davanti alla sede della Corte Suprema a Washington.

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Prendendo la parola la Newell ha raccontato il suo dramma personale: “Mi chiamo Suzanna Newell. Vivo a Saint Paul (Minnesota) con mio marito e 2 figli adolescenti. Il 13 aprile ho seguito molto volentieri la raccomandazione del CDC e ho ricevuto la mia seconda dose di Pfizer. A quel punto, tutta la mia vita è cambiata. Ora sono gravemente disabile e mi occupo di responsabilità sociale di impresa. In precedenza sono stata per lungo tempo ciclista e triatleta. Non avevo patologie e avevo uno stile di vita sano. Ero abituata ad una vita piena energia e altamente motivata. Amavo mantenere il mio corpo e la mia mente forti e con disciplina”.

Il dramma di Suzanna Newell

Il dramma di Suzanna Newell

Dopo questo esordio, l’ex atleta di triathlon ha spiegato come la sua vita è cambiata drasticamente e che oggi è sempre priva di energie e che fa fatica a parlare ed a ricordare le cose. Il suo calvario, scandito da confusione mentale e dolore alle articolazioni, la fa sentire inesorabilmente invecchiata di 40 anni. nel suo lungo sfogo Suzanna Newell ha precisato che la sua condizione è ancora priva di una risposta per questo continua a sottoporsi costantemente a test e lotta per essere creduta dagli specialisti, e non passare per una donna ansiosa.

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Dopo che il suo stato di salute l’ha portata alla disabilità, è stata per lei un’odissea arrivare alla diagnosi: “Sono passati più di 6 mesi e la maggior parte dei sintomi è peggiorata, non migliorata. Mi è stato diagnosticato un SFN (small fiber neuropathy, neuropatia delle piccole fibre) ed una malattia autoimmune, ma arrivare a queste diagnosi è stata una lotta, ancora una volta perché la casistica è relativamente nuova e sconosciuta nella comunità medica”.

L’appello della Newell: “Si istituisca una rete di supporto per i danneggiati dal vaccino”

Malgrado la sua drammatica condizione, la Newell dice di essere fortunata perché può contare sul supporto medico e sul denaro che le permette di affrontare ingenti spese, la sua preoccupazione è rivolta a chi come lei si è ritrovato nella sua stessa condizione, ma non può contare su aiuti medici ed economici. Il tono dell’ex atleta è diventato più vibrante durante il suo discorso in occasione della manifestazione Real Not Rare quando ha messo sotto accusa diverse criticità.

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 “Questa non è una pandemia di non vaccinati, questa è una pandemia di traumi. Siamo inutilmente traumatizzati perché i nostri casi vengono trascurati, diagnosticati erroneamente o nascosti. Non siamo creduti e la nostra fiducia nei media e nel governo vacilla. Ora ci viene chiesto di fare qualcosa ai nostri corpi che sappiamo può causare problemi.

[…] Le imposizioni non fermeranno il Covid, continueranno solo ad aumentare la discriminazione e causeranno sentimenti di ansia […]. Non avevo paura del vaccino quando l’ho ricevuto. Ero entusiasta di fare la mia parte per il mio Paese, ma dov’era il mio Paese ora che sono stata danneggiata. Raccomanderei che, invece di quanto si sta facendo attualmente, si istituisca una rete di supporto per i danneggiati dal vaccino […]”.

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