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“Vaccini obbligatori a scuola”, la proposta di Fabrizio Pregliasco per contrastare la diffusione del Covid scatena le polemiche

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Fabrizio Pregliasco preoccupato per i nuovi contagi, da ascrivere alla variante Delta, oltre a mettere in guardia la popolazione ha anche preventivato una soluzione: vaccini obbligatori a scuola per arginare i contagi e preservare le attività in presenza.

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Il virologo dell’università di Milano e direttore sanitario dell’Irccs Galeazzi di Milano, su questo punto ha espresso un parere quasi categorico, affermando che si dovrebbe obbligare i docenti a vaccinarsi. Per motivare la sua posizione ha dichiarato: “Purtroppo a mali estremi, estremi rimedi. Per me è stata una sconfitta dover obbligare gli operatori sanitari ma a questo punto l’obbligo vaccinale è la strada più semplice ed efficace. È chiaro che sarebbe stato meglio non dover arrivarci”.

Vaccini obbligatori scuola Pregliasco

Fabrizio Pregliasco, la sua opinione sui vaccini obbligatori a scuola

Il virologo della Statale di Milano ha inoltre ipotizzato di stravolgere il piano vaccinale nazionale, adottando una nuova modalità di vaccinazione: sostituire gli hub con la vaccinazione casa per casa, in modo da attuare una specie di opera di convincimento nei confronti dei No Vax e degli indecisi.

Fabrizio Pregliasco è convinto che invece di pensare all’obbligo vaccinale sarebbe decisivo invece affidarsi alla medicina territoriale, ed in particolare ai medici di famiglia, per convincere i non vaccinati a ricevere il siero. “Sarà dura convincere i 60enni che non si sentono vecchi e non percepiscono il rischio del contagio. Sarà dura convincere anche i genitori dei minorenni” – il commento del virologo.

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Ma Fabrizio Pregliasco ha fatto anche un appello agli insegnanti, invitandoli a vaccinarsi per evitare di incorrere nuovamente alla Dad in autunno ribadendo che docenti e sanitari corrono per lo più gli stessi rischi: “[…] L’opportunità dei docenti di vaccinarsi è molto simile a quella dei sanitari, il loro ruolo infatti è quello di preservare la continuità didattica, inoltre possono diffondere la malattia e soprattutto sono a rischio contagio perché i giovani, con cui sono sempre a contatto, si infettano in forma asintomatica”.

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