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 Pierpaolo Sileri scandalizza i telespettatori di Quarta Repubblica: “Il 90% di vaccinati non basta. Il Green Pass durerà almeno fino a marzo 2022”

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Dopo il discorso del sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri a Quarta Repubblica, Nicola Porro si è soffermato ad analizzarlo, rivelando che lo ha “scandalizzato e quasi spaventato”. Nel corso della sua dissertazione Sileri ha spiegato come l’uso del Green pass sia uno strumento per controllare e per contrastare i “potenziali infettivi”, sostenendo inoltre che agisce da screening per valutare in tempi brevi i positivi. Secondo la posizione di Sileri, come riferito da Porro, il Green pass è inevitabile e dovrà essere mantenuto “fino a che un solo contagiato esisterà”.

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Nel suo intervento, sottosegretario alla Salute ha infatti spiegato che la certificazione verde dovrà rimanere in vigore anche in presenza della copertura di comunità, precisando che il 90% di copertura non basta ma che bisogna mantenerla. Dal suo punto di vista dovrebbero rimanere immuni 60 milioni di persone attraverso una profilassi perenne, che richiede non pochi sacrifici e restrizioni.

Sileri choc vaccinati

Il parere di Pierpaolo Sileri sul Green pass

Nel suo approfondimento sulle colonne di Quarta Repubblica, Nicola Porro senza giri di parole ha rilevato che Pierpaolo Sileri invoca una sorta di Green pass duraturo, che possa essere prolungato anche dopo marzo 2022. Sileri prospetta dunque una situazione quasi drastica in Italia, dove il lasciapassare dovrebbe essere una misura non transitoria, nonostante le proteste ed il recente aumento dei contagi. Secondo l’opinione di Sileri e del governo Draghi il Green pass serve a proteggere soprattutto chi è immune, danneggiando invece chi non ce l’ha.

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Nella sua dissertazione Porro ha attaccato le parole di Sileri accusandolo di non aver affrontato il tema dell’impatto psicologico della certificazione verde considerandola una misura ingannevole ed autoritaria, che implica un effetto di tipo mentale. E così si fa strada la posizione di chi sostiene che il Green pass illude di sentirsi liberi e sicuri, mentre invece mantiene una condizione di assuefazione e di ricatto, imponendo di sottoporsi a vaccinazione oppure all’esecuzione di tamponi.

Ancora non è noto sapere fino a quando durerà l’obbligo del lasciapassare, che inizia ad essere considerato anche da chi si dice favorevole al suo utilizzo come uno strumento che più che monitorare la pandemia impone l’autorità dello Stato. Il Green pass per ora dovrebbe durare fino al 31 marzo 2022 fungendo da mezzo di compressione.

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