L’Aifa autorizza tre nuovi farmaci contro il Covid: la cura permette di ridurre i casi di morte e ricoveri in ospedale del 50%

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L’Aifa (Agenzia Italiana del Farmaco) ha approvato tre nuovi farmaci contro il Covid, che costituiscono delle nuove opzioni di cura dei pazienti ospedalizzati, che hanno necessità di un supporto respiratorio. Questi farmaci autorizzati di recente, in seguito ad una riunione straordinaria andata in scena il 28 settembre, sono degli immunomodulanti, che di solito sono impiegati in ambito medico per altre finalità, ma che hanno evidenziato dei buoni risvolti nel trattamento contro il quadro clinico del Covid grave.

Si tratta di farmaci che si vanno ad aggiungere al tocilizumab, usato come cura nei soggetti ospedalizzati che risentono di polmonite ingravescente e che sono stati sottoposti ad ossigenoterapia. L’autorizzazione dell’Aifa è arrivata dopo le evidenze scientifiche rese note di recente, e che hanno così aperto la strada a delle nuove opzioni terapeutiche, con lo scopo anche di evitare una mancanza di disponibilità di un farmaco come il tocilizumab. L’Agenzia italiana del farmaco ha reso disponibili per la cura contro il Covid-19 i farmaci: anakinra, baricitinib e sarilumab.

Quali sono i tre nuovi farmaci contro Covid approvati da Aifa

I farmaci contro il Covid approvati da Aifa

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Nello specifico nella nota diffusa dalla Commissione Tecnico Scientifica (CTS) di Aifa, viene spiegato che i tre farmaci immunomodulanti, anche se hanno delle proprie specificità, hanno dimostrato di avere delle capacità terapeutiche valide contro il Covid e non incidono negativamente sulle altre cure. L’inserimento di anakinra, baricitinib e sarilumab nell’elenco della L.648/96 garantisce una copertura a carico del Servizio Sanitario Nazionale, e permette di ottenere una riduzione del decorso grave della malattia virale.

Un dato confermato da uno studio pubblicato su Nature Medicine: i ricercatori hanno evidenziato che l’anakinra è in grado di ridurre in modo significativo la gravità della malattia: “Il beneficio clinico con il trattamento con anakinra era già evidente dal giorno 14, e questo è di importanza clinica perché il primo giorno 14 è il periodo durante il quale si prevede che un paziente peggiori; il beneficio di anakinra è stato mantenuto fino al giorno 28 […]”.

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La stessa efficacia del farmaco è emersa da altre analisi con cui si è monitorato il trattamento con anakinra e la sua correlazione con un miglioramento del quadro clinico dei pazienti colpiti da Covid grave. Le indagini condotte sul farmaco rilevano che la percentuale di pazienti che si sono ripresi dopo il trattamento era il 50%, mentre il numero dei soggetti con malattia grave è sceso del 54%. Il campione analizzato era costituito principalmente da pazienti con un quadro clinico grave al basale e l’85,9% veniva trattato con una cura standard a base di desametasone.

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