“Massimo Galli è indagato”: il primario del reparto Malattie infettive all’Ospedale Sacco di Milano accusato di associazione a delinquere, turbativa d’asta e falso in atto pubblico

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Nell’ambito della maxi inchiesta ribattezzata “concorsopoli lombarda” risultano indagati 33 nomi di spicco del mondo politico, medico ed accademico tra cui il virologo Massimo Galli. Da quanto emerso, le persone coinvolte sono accusate di associazione a delinquere per il condizionamento dei concorsi, nello specifico le accuse emesse contro gli indagati sono quelle di: associazione a delinquere, turbativa d’asta e falso in atto pubblico. Un’inchiesta che ha portato alla perquisizione ed al sequestro da parte dei carabinieri del Nas nei confronti delle 33 persone indagate.

Le indagini hanno appurato il coinvolgimento di dirigenti pubblici, professori universitari e ricercatori delle università: Cattolica del sacro cuore, Torvergata, La Sapienza di Roma e l’università degli Studi di Torino. Inoltre sono spuntati i nomi di soggetti che ricoprono delle cariche direttive nell’ambito della Società italiana per le Malattie infettive e tropicali (Simit). Nella maxi indagine sulla concorsopoli lombarda è emerso anche il nome del virologo milanese Massimo Galli, primario del reparto di Malattie infettive all’Ospedale Sacco di Milano.

Massimo Galli tra gli indagati

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Massimo Galli tra gli indagati nell’ambito della maxi inchiesta sulla concorsopoli lombarda

Una macchia nera è emersa nella carriera del professore ordinario del dipartimento di Scienze biomediche dell’università Statale di Milano, da poco andato in pensione. Il suo nome è stato iscritto nel fascicolo degli indagati dalla Procura di Milano, nei loro confronti l’accusa di aver commesso illeciti a marzo 2020, nel corso primo lockdown. Le indagini hanno messo in evidenza irregolarità relative ad una decina di bandi che sarebbero stati truccati per favorire l’assegnazione di titoli di professore o ricercatore della Statale di Milano, dell’università Bicocca e dell’ospedale Sacco.

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L’inchiesta ha inoltre rilevato un episodio di corruzione nei confronti di Riccardo Ghidoni, professore ordinario di Medicina e chirurgia che secondo i pm avrebbe tenuto una condotta contraria ai suoi doveri per assecondare gli interessi personali dall’odontoiatra Roberto Mannarino, favorendo la carriera universitaria dei figli.

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