x

Advertisement

“Multato il primo furbetto del Green pass”: un 21enne si presenta in palestra ma esibisce il certificato verde di un altro

Advertisement

Arrivano i primi controlli e scattano le prime multe con tanto di denuncia per aver violato le norme sul Green Pass.

A pochi giorni dall’entrata in vigore del Green Pass, le cronache ci portano all’attenzione i primi casi di comportamenti scorretti. Uno di questi si è verificato a Milano, in una palestra della zona di Porta Romana. Le palestre, come i ristoranti, bar, musei e ogni attività che non viene svolta all’aperto, sono obbligate a verificare il Certificato verde delle persone che vi accedono.

Così, alla richiesta di un addetto alla sicurezza di una palestra, il primo furbetto del Green Pass ha pensato di poterla fare franca. Mostrando il qrcode di una persona diversa! Il ragazzo, un ventunenne, è stato però riconosciuto dell’addetto ai controlli, che gli avrebbe chiesto spiegazioni. Per evitare guai la direzione della palestra ha così allertato le forze dell’ordine che sono prontamente giunte sul posto. E per il primo furbetto del Green Pass il pomeriggio è finito in maniera decisamente diversa da come l’aveva immaginato.

Leggi anche:“Obbligo del Green pass anche per i mezzi pubblici locali”:  le dichiarazioni di Massimo Galli dividono il web e infiammano le polemiche

Green pass

Green pass, scatta la prima multa in una palestra di Milano

Alla richiesta dei documenti di identità il falso è venuto fuori e così è scattata la sanzione a cui seguirà anche una denuncia per falso. Una situazione quasi analoga a ciò che è accaduto all’ingresso di un cinema sempre in Lombardia. In questo caso il tentativo di aggirare il Green Pass è costato una multa salata ad un 68enne, denunciato anche per resistenza a pubblico ufficiale.

Leggi anche:“Green pass obbligatorio al supermercato per convincere gli indecisi”: la proposta di Sandra Zampa per intensificare la vaccinazione 

Le misure contro chi tenta di violare le regole anti  Coronavirus  e quindi il Green Pass,  comprendono infatti una sanzione che può andare dai 400 ai 1000 euro, seguite da denuncia per coloro che evitano di mostrare i documenti o sono colti in flagranza di reato. Per questo molti esercenti pubblici avevano lamentato l’onere di dover essere loro titolati a controllare e, soprattutto, chiedere i documenti a chi accede presso le loro attività.

CONDIVIDI ☞