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Greta Thunberg finisce a processo con l’accusa di avere disobbedito alla polizia

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Greta Thunberg dopo l’accusa di aver disobbedito alla polizia nel corso di una protesta nel porto di Malmö, per contestare l’uso dei combustibili fossili, bloccando il traffico al terminal petrolifero è stata chiamata a presentarsi al processo. Durante la protesta nel sud della Svezia andata in scena il 19 giugno, la giovane attivista per l’ambiente con i membri di Ta tillbaka framtiden, ha protestato contro l’uso dei combustibili fossili.

La 20enne che a soli 15 anni ha fondato il movimento Fridays for Future per combattere il cambiamento climatico, in un post affidato sul suo profilo Instagram per spiegare le ragioni della protesta nel porto di Malmö ha scritto: “Scegliamo di non essere spettatori e, invece, di fermare fisicamente l’infrastruttura dei combustibili fossili. Stiamo reclamando il futuro”.

Greta Thunberg a processo per aver disobbedito alla polizia

Greta Thunberg, processoGreta Thunberg dopo il rifiuto di rispettare gli ordini della polizia che e hanno chiesto di andarsene ed interrompere la protesta rischia una pena massima di sei mesi di carcere, sebbene si tratti per lo più di un’accusa che viene sanzionata con multe come confermato dal procuratore Charlotte Ottosen alla stampa parlando del reato di disobbedienza. Un’accusa che ha coinvolto anche sei membri dell’organizzazione chiamati in tribunale a Malmö, ma la pressione processuale non ha cambiato i piani del gruppo di attivisti che ha annunciato che proseguirà la disobbedienza civile.

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La giovane attivista è fermamente decisa a far sentire la sua protesta contro l’industria dei combustibili fossili come confermato dalle dichiarazioni di Irma Kjellstrom, la portavoce del gruppo Ta tillbaka framtiden: “Se il tribunale sceglie di vedere la nostra azione come un crimine, può farlo, ma sappiamo di avere il diritto di vivere e l’industria dei combustibili fossili si frappone a questo”.

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