La notizia della maestra sospesa per aver fatto recitare agli alunni delle preghiere in classe ha aperto le discussioni dell’opinione pubblica, anche per via della presa di posizione della docente. Marisa Francescangeli ha voluto rendere nota la sua disavventura raccontando pubblicamente della sospensione subita per aver fatto recitare una preghiera in classe mentre prestava servizio presso la scuola primaria di San Vero Milis (Oristano). L’episodio ha provocato le proteste di alcune mamme dei suoi studenti che hanno riferito quello che è andato in scena in aula lo scorso 22 dicembre.
A distanza di qualche mese è stato comunicato il provvedimento: la maestra sospesa ha così deciso di far sapere la verità. Contattata dalla stampa la docente ha rilasciato diverse interviste raccolte dal Corriere e da Repubblica per difendersi e ricostruire la vicenda. La signora Francescangeli spiegato che mentre si trovava in un’aula per sostituire un collega ha deciso di realizzare un braccialetto rosso ricreando il rosario, per poi invitare gli studenti a recitare delle preghiere come augurio di Natale: “Abbiamo recitato assieme il Padre nostro e l’Ave Maria. Insomma, per me normalità, non mi sembrava di avere fatto nulla di grave”.
La maestra sospesa ha ricevuto il provvedimento dopo qualche mese: è stata convocata in presidenza il 2 marzo 2023 dove è stata invitata a firmare la notifica di sospensione di 20 giorni, con conseguente taglio dello stipendio. La docente ha deciso di fare ricorso motivando così la sua decisione: “Quello che è accaduto è un’ingiustizia grave ed è bene che venga alla luce. Mi sento messa in croce”. Nel difendersi l’insegnante ha ammesso che sono stati i bambini a chiederle di recitare le preghiere, menzionando il fatto che ne aveva parlato precedentemente con i genitori, per poi precisare che gli alunni a cui insegna sono di religione cattolica senza alcuna eccezione.
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La docente, devota alla Madonna, ha ribadito che il giorno incriminato era stata chiamata a sostituire un collega in una terza elementare, e che conosceva gli alunni della classe con i quali ha recitato le preghiere. Nel giustificarsi ha sentenziato: “Non penso di aver fatto niente di demoniaco…gli alunni erano tutti contenti”. Francescangeli è stata anche accusata di aver segnato la fronte degli alunni con olio benedetto, ma lei ha precisato quello che è avvenuto in aula: “Ho portato l’olio da Medjugorie, l’ho dato ai bambini e loro se lo sono messi l’uno con l’altro, come in un gioco”.
Nei confronti di Marisa Francescangeli non sono mancate dimostrazioni di stima e sostegno da parte dei suoi colleghi ma anche dei genitori degli alunni della scuola primaria di San Vero Milis, che non si sono schierati contro di lei e che auspicano in un suo ritorno a scuola scevro da conseguenze.
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