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“Mi vaccino solo per non perdere il lavoro”: quattro persone seguono l’esempio dell’insegnante che ha scritto la sua protesta sul modulo del consenso

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Continua la protesta degli insegnati e del personale Ata (amministrativo e tecnico) che seppur silente, non è passata inosservata per testimoniare che per non perdere il lavoro hanno deciso di sottoporsi alla somministrazione del vaccino. A Genova, insegnanti e personale Ata, in tutto quattro persone, hanno seguito il “modello Chiavello”, ovvero la protesta della maestra Monica Chiavello, insegnante di scuola elementare che per mettere in chiaro la sua posizione prima di sottoporsi a vaccinazione presso l’hub del Teatro della Gioventù di Genova ha scritto sul modulo del consenso una dichiarazione che ha spinto i medici a non vaccinarla.

Emulando la docente di scuola elementare altri colleghi e non solo hanno dichiarato sul modulo di consenso: “Mi vaccino solo perché sono obbligato per non perdere il posto di lavoro”.  Si tratta per ora di altre quattro persone che hanno deciso di seguire il modello Chiavello: l’esempio della maestra di scuola elementare del Lagaccio, che ha fatto parlare di sé dopo la sua protesta messa in atto il primo settembre, quando si è presentata all’hub vaccinale del Teatro della Gioventù. La docente prima di sottoporsi al vaccino ha scritto sul modulo del consenso informato: “Mi sento costretta a sottopormi a questa vaccinazione perché rischio di perdere il lavoro e sono monoreddito. Esprimo il mio pieno dissenso al riguardo”.

Mi vaccino solo per non perdere lavoro

La protesta di insegnanti e personale Ata: “Mi vaccino solo per non perdere il lavoro”

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Inoltre la docente ha menzionato anche un eventuale risarcimento da parte dello Stato in caso di effetti collaterali associati al siero, le sue dichiarazioni hanno provocato la reazione dei medici dell’hub che si sono rifiutati di inocularle il vaccino. “Accetto di essere vaccinata dal momento che, sotto coercizione, e non per mia volontà, devo sottopormi come ‘cavia’ ad un vaccino in cui non credo a causa della sospensione dello stipendio. Pertanto non mi ritengo responsabile di eventuali danni o effetti avversi alla mia persona e in tal caso pretendo di essere risarcita dallo Stato” – questo quanto scritto dalla docente di scuola elementare.

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Le sue stesse parole sono state usate da altre quattro persone che pur presentandosi il 3 settembre all’appuntamento con la vaccinazione hanno espresso la loro aperta contrarietà, finendo anche loro per non essere vaccinate. Emulando la protesta silenziosa avviata dalla Chianello, per non perdere il lavoro, altri colleghi hanno deciso di sottoporsi al vaccino per non essere esclusi dal mondo della scuola senza tacere il dissenso contro la certificazione verde, necessaria per insegnanti e personale Ata.

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