“Aiutatemi, non ho niente da mangiare”, un anziano disperato chiama il 112: gli agenti si presentano a casa sua con la spesa in mano e cucinano per lui

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Dalla disperazione alla commozione, a Livorno un 86enne ha avuto una bella risposta da parte degli agenti a cui in preda alla disperazione aveva chiesto aiuto: l’anziano chiama il 112 e la polizia si presenta alla sua porta con la spesa.

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“Aiutatemi, non ho nulla” – questo il grido d’aiuto dell’uomo che è stato accolto dagli agenti della Squadra volante dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della polizia di Stato, diretto dal vicequestore aggiunto Claudio Cappelli. L’anziano livornese in condizioni economiche indigenti e di estrema solitudine è stato aiutato da alcuni agenti che dopo avergli fatto la spesa hanno anche cucinato per lui.

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Il nuovo corso dato alla polizia locale dal neoquestore Roberto Massucci che una volta insediatosi in città aveva proclamato “Voglio una polizia gentile”, pare abbia avuto inizio come documentato da questo gesto degli agenti, che hanno risposto con gentilezza alla disperazione dell’86enne.

Anziano chiama 112 Non ho da mangiare

Un anziano chiama il 112: il suo grido d’aiuto trova la risposta degli agenti

Dopo che l’anziano chiama il 112, alcuni agenti si sono attivati agendo in piena autonomia dopo aver preso a cuore la vicenda, come documentato da una nota diffusa dalla questura. “A causa di problematiche economiche fortemente acuite dall’attuale, persistente crisi economica indotta dalla pandemia, Alfredo rimasto vedovo dopo una vita di duro lavoro, si trovava a dover subire, in condizioni di totale abbandono, una situazione di grave indigenza e disagio sociale”.

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La nota prosegue raccontando la piccola azione di solidarietà messa in atto dalla polizia: “Nell’immediatezza, mentre si faceva sopraggiungere in loco personale sanitario al fine di verificare le condizioni di salute dell’uomo, alcuni agenti di polizia decidevano spontaneamente con spirito di liberalità di procedere all’acquisito di una spesa alimentare utile a garantire il sostentamento dell’uomo per alcuni giorni e, appena rientrati nell’abitazione, si mettevano a cucinargli un pasto caldo che l’anziano consumava servito dai poliziotti”.

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